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AGANAHUEI ARTE INDUSTRIALE ALLA “TRIENNALE DI MILANO”

…quando la cultura trova la sua degna ubicazione nel centro commerciale.

“Aganahuei Arte Industriale” prenderà parte – dal 16 al 21 aprile 2008 a Milano – alla “Triennale Bovisa 2008”. Nata come panoramica delle arti decorative e industriali moderne, con l'intento di stimolare il rapporto tra industria, settori produttivi e arti applicate, la Triennale si è ben presto rivelata specchio della cultura artistica ed architettonica in Italia e una delle maggiori sedi di confronto fra le tendenze emergenti. Dopo essere stato il polo industriale della città di Milano, oggi il quartiere della Bovisa rappresenta il nuovo centro della creatività, della ricerca, delle scienze e della tecnologia. Tra le realtà pubbliche e private che oggi operano in Bovisa devono essere citati il Politecnico, Triennale Bovisa (centro per l’arte contemporanea e la contemporaneità) e l’Associazione Bovisa con l’aggregato spazio polifunzionale “BaseB metriquadraticreativi”.

”Aganahuei Arte Industriale” partecipa a questa edizione delle Triennale con le opere della raccolta dal titolo “Policromi”. Si tratta di opere che, sfruttando nuove tecnologie capaci di elevarne il profilo qualitativo, realizzano un nuovo rapporto con l’arte, non solo nei confronti dello strumento utilizzato per la realizzazione, ma anche del contesto ambientale destinato ad ospitare l’opera d’arte. Il concetto di “arte industriale” punta a fare emergere una nuova classicità dell’arte: una situazione dove regola ed emozione procedono in sincrono e il “pezzo unico” e il “fatto a mano” cedono il passo alle macchine a controllo numerico, ai computer, ai nuovi materiali, prima per progettare e realizzare opere d’arte nuove e ugualmente poetiche. Nel pensiero dell’artista Bruno Sacchetto e dell’industriale dell’arte Pietro Decarolis l’arte non può prescindere dalla contemporaneità, dal contesto tecnico e tecnologico della società in cui è immersa e alla quale si rivolge. Arte industriale è dunque il tentativo riuscito di utilizzare la tecnologia e le macchine per la produzione artistica: la soluzione del problema rappresentato dal rapporto tra la creazione industriale e la produzione in serie.

Una premessa da cui l’arte può trarre un respiro più ampio, sostenuto dalle prospettive e dagli spazi della multimedialità e dalla possibilità d’interfacciarsi con spazi e superfici pubbliche e private (uffici, fabbriche, strutture pubbliche). Dove possono incontrarsi mozioni solo teoricamente antitetiche come la creatività e la serialità, la quantità e la qualità, l’hic et nunc la possibilità della sua infinita reiterazione. In questo modo l’artista contemporaneo torna ad essere un progettista che – per quanto digitale, seriale, tecnologico – torna a svolgere il ruolo che il Maestro svolgeva nelle “botteghe” del 'Quattrocento. Riunire in un solo concetto arte e produzione industriale è un concetto che ha avuto precursori illustri come Piet Mondrian ed Andy Warhol. Il primo – siamo nel 1919 – riteneva che il contributo tecnologico avrebbe definitivamente “oggettivato” l’arte, liberando il talento e la creatività del pensiero dai problemi connessi alla sua trasformazione. Warhol invece legittimava, nei primi anni ’60, la creazione di multipli ricorrendo al fondamentalismo capitalista americano che poggia sui grandi numeri, su milioni di lattine di Coca o zuppa Campbell tutte uguali e tutte appaganti allo stesso modo. L’arte industriale non è più il parto di un singolo artista, ma il risultato di un lavoro di squadra dove artisti, architetti, designer si coordinano intorno a tecnologie e materiali innovativi. Il risultato è quello di dare corpo a “sogni controcorrente”, alla possibilità di circondarsi di cose esclusive e belle vivendo al centro del nostro tempo.

Aganahuei Arte Industriale oltre a produrre in proprio opere d’arte di pronta consegna, produce opere artistiche pensate e create su misura, a seconda delle esigenze della clientela. Si avvale della collaborazione e cooperazione di altre aziende che, nei settori più differenti, producono materie prime di alto profilo utilizzabili in campo artistico. I settori operativi sono quelli dell’arte, della grafica, del design, della corporate identity, dell’intervento urbanistico nel “camuflage” di impianti produttivi ed industriali. Arte e arte applicata dunque: concetti nuovi e innovativi che hanno trovato spazio – ad esempio – nella “ex Filanda Pellisseri” di Alba dove oggi ha sede la “fabbrica dei cervelli”, il Centro Ricerche della Ferrero SpA, in mostre, convegni e attività culturali alle quali Aganahuei ha portato il proprio contributo.

Ecco – in sintesi – le motivazioni dalle quali prende le mosse il concetto di arte industriale. Prima di tutto il coraggio, un atto intrinsecamente rivoluzionario, di accettare la “macchina” come strumento assurto al rango di oggetto creatore d’arte e degno d’artista. Poi la partecipazione di artisti a progetti di produzione in serie, collegando a ponte i due poli rappresentati dall’arte e dall’industria. Determinante è il ruolo svolto dall’arte industriale nell’eliminare le differenze tra le arti libere e quelle applicate e nel definire la distinzione tra capacità tecnica (ovvero ciò che si può imparare) e inventiva creativa (ovvero ciò che non si potrà mai e poi mai condizionare con l’apprendimento).

Per chi già conosce la realtà, le proposte e i progetti di Aganahuei e per chi – invece – sarà incuriosito da questa premessa l’appuntamento è a Milano per la “Triennale Bovisa 2008” in via R. Lambruschini 31 (telefono 02 36577801) .

Beppe Malò



AGANAHUEI ARTE INDUSTRIALE – Via Vittorio Emanuele 24 - Alba (CN) – Tel: +39.0173.34902 – Fax: +39.0173.34633 – aga@aganahuei.com – P.Iva: 03109800049

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